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Maestri del XX secolo

Corrado Cagli, Albert De Bouillon (1974)

… L’etica dell’arte si configura come impegno a rendere “meno ignobile e sanguinario” il mondo che celebra i suoi trionfi nel costante degrado, dove si immensificano le distanze tra natura e cultura. Di conseguenza solo gli “assassini” sparsi per tutte le latitudini rifiutano l’arte e la reputano inutile, ma solo perché “impedisce alla brutaglia di perpetrare indisturbata gli abituali massacri a cui si dedica”.

E sappiamo bene che è abile a farlo con la ferocia inesorabile, che cresce mentre il progresso tecnologico segue il suo corso inarrestabile, costi quel che costi. Al colmo della misura l’arte però perde la pazienza: “Diventa a sua volta violenta, capovolge i canoni tradizionali, della bellezza, prende un volto pauroso, digrigna, imita gli aspetti più mostruosi della vita”.

L’arte aggredisce con la sua azione incruenta la società, che all’immediato, reagendo, la condanna, la giudica sgradevole, irriconoscibile, ermetica, degenerata, folle… Ma l’arte è mimesi e la società non si rende subito conto di trovarsi di fronte allo specchio in cui proprio lei è riflessa con tutte le sue forme di mistificazioni, di ipocrisie, di scompensi.

La società si ostina a non riconoscersi nello specchio dell’arte che è veritiero e implacabile. Allora biasima, grida anatemi, assale con le sue crociate gli eretici e non demorde dal perseverare nei suoi misfatti orrendi e nei suoi furori distruttivi.

Basterebbe uno sguardo al passato, non tanto lontano, anzi addirittura recente, dall’ultimo Ottocento a tutto il Novecento, per averne conferma. Janus considera il furore autodistruttivo che investe il degrado sociale come conseguenza dell’orrore di pensieri e azioni da cancellare; afferma inoltre che l’arte è l’anima indifesa della società…

… L’arte paga un conto salatissimo; sconta sulla sua viva carne l’aver osato, opponendo ostinazione ad ostinazione. Viene invasa dagli inclementi virus della corruzione che mirano a farle perdere di credibilità.

Parliamo di infiltrati “guastatori” che si confondono con gli autentici artisti, critici, mercanti; si mimetizzano per confondere e mistificare le ragioni vere dell’arte impegnata sempre con i suoi strumenti etici, a tutelare il valore, cioè la vita. Del resto nel termine est-etica già è all’evidenza connotata l’eticità che vale a migliorare la società.

Gli artisti quindi, come artefici d’umanità sono facilmente identificabili, non solo per esserci, qui e ora, ma anche per la chiaroveggenza che li contraddistingue perfino nel nostro tempo multimediale, espertissimo di soprusi emarginanti e di degradi irreversibili…

… Se partiamo dal concetto che la disaffezione alla memoria rende le giovani generazioni mal conciliate con la storia dei loro nonni e dei loro padri, appare evidente che diventa sempre più difficile orientarsi tra le vicende del nostro Novecento e dei suoi protagonisti. È questa la ragione che motiva tante riletture del secolo che si è concluso con il primo millennio: sicuramente se ne gioveranno i figli dell’Europa dei popoli.

“Un secolo è il risultato di quelli che lo hanno preceduto. Un secolo non può essere ciò che è”: ce lo ricorda Benjamin Constant, quindi né giudizi né elogi, ma la memoria non può perdere i sentieri percorsi da Tzvetan Todorov nel suo volume: Memoria del male, tentazione del bene. Inchiesta su un secolo tragico, indicando l’eredità del XX secolo in cui sono evidenti gli aspetti peggiori dell’essere umano.

Trionfa il totalitarismo nelle sue deprecabili varianti e nelle degenerazioni tra lager e gulag. La bomba atomica decreta il trionfo della fabbrica del nulla; la democrazia richiama all’impegno, ma il risultato deludente è nella fuga dalla libertà, tanto per ricordare quello che scrive Erich Fromm. Intanto proprio gli artisti vanno ricordati per il loro impegno nella difesa dell’uomo.

Li ritroviamo difensori della tradizione culturale, paladini della libertà, testimoni della dignità e dell’uguaglianza, attenti a coniugare pensiero raziocinante e simbolico.

Conta per noi suggerire spunti per la didattica e intanto mettere in evidenza il ruolo della nostra azione nell’ambito delle correnti artistiche che hanno caratterizzato un secolo intero, transitato nel nostro tempo dell’incertezza…

Evento realizzato dal comune di Umbertide con l’archivio Cagli di Roma, testi e schede tecniche a cura di Angelo Calabrese e Felice Cervino.

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