Immedesimarsi nell’antico appropriandosene, consacra l’artista Domenico Sepe poeta contemporaneo della materia. Scolpire l’anima prima del corpo è la sfida d’arte con cui si confronta e da cui vittorioso ne emerge: domina l’ineluttabile, la fine terrena, la caducità, attraverso un divino soffio vitale che libera dalla materia. Il rinascimento contemporaneo dell’antico di Domenico Sepe sboccia in una sovrapposizione di linguaggi classici e anticlassici insieme che partecipano di un’incessante pulsione verso l’eterno; i soggetti tra il sacro e il profano vivono di una tensione espressiva che rapisce estaticamente lo sguardo e la materia si fa culla dell’invisibile in un gioco sensuale di luci e ombre.… Nella scultura di Domenico Sepe, le movenze hanno memoria della scoperta della bellezza (della formulazione del canone che nell’antichità la individua) proprio nelle patine, che sono colore e suggestione, onda che dal reperto scopre la verità attuale e le conferisce quella consistenza valutativa che non avrebbe avuto altrimenti. Le patine di Domenico meritano, appunto, un cenno particolare: sono il colore che ammicca nella materia e dice lo spazio circostante…

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